In Madagascar la scienza viaggia su quattro ruote

In Madagascar la scienza viaggia su quattro ruote

Rano” significa acqua, quella che ogni famiglia dovrebbe avere a disposizione, pulita, come presa dalla fonte. “Sakafo” significa cibo, ma si intende principalmente lo zucchero e il suo dolceamaro effetto sulla salute delle persone. “Rivotra” sta per aria, quella troppo spesso inquinata sia nelle grandi città che nelle zone rurali. “Bitika” vuol dire micro, ma lascia intendere che si parli di microrganismi nocivi e di come proteggersi dalla loro presenza. E infine c’è “Tech“, termine che abbraccia un intero universo ma qui si focalizza sulla biomimetica.

I giovani studenti che si stanno dedicando a questi 5 temi li amano tutti, difficile capire, per ora, quale preferiscono. Sono entusiasti, forse merito di chi glieli propone e dell’approccio con cui lo fa.

Studenti e studentesse durante un’attività didattica. Foto di Ramihangihajason Tolotra Niaina.

Sulla via della scienza: 150 passeggeri

Siamo in Madagascar e il progetto in corso si chiama SciTia, un’altra parola nuova, stavolta un neologismo che fonde “Sci”, come scienze, e “Tia”, che in lingua malgascia significa “amare”.

Liberamente ispirata al programma di divulgazione ed educazione scientifica di gran successo The magic school bus”, questa iniziativa coordinata dall’organizzazione ExplorerHome Madagascar è l’esordio di SeedScience nel Paese, per lo meno in modo così diffuso, organizzato e ufficiale, ed è l’occasione per portare il nostro approccio interattivo e partecipato anche in luoghi dove non ci sono strutture particolarmente attrezzate.

Scienziati ed educatori testano le attività didattiche con alcuni studentesse. Foto di Ramihangihajason Tolotra Niaina.

Servono “solo” curiosità e passione, due elementi che non mancano in Madagascar: le hanno i giovani studenti ma anche i maestri e gli scienziati coinvolti. Per raccontare come la scienza possa essere divertente, semplice e accessibile gireranno a bordo di bus in 3 regioni diverse (Analamanga, Vakinankaratra e Alaotra Mangoro) per raggiungere 150 studenti dai 12 ai 18 anni e migliorarne l’interesse e l’alfabetizzazione scientifica attraverso contenuti di alta qualità conditi da tante attività pratiche.

Scienziati e maestri: 2 mindset, 1 sogno

L’idea è portare la scienza e la ricerca scientifica più vicino ai giovani, in questo caso malgasci, in forma di laboratorio itinerante. E non è solo un’idea, ma ciò che sta avvenendo, in particolare nelle aree in cui le scuole non dispongono di infrastrutture di laboratorio scientifico o di maestri formati per eseguire esperimenti scientifiche di base.

Questo curioso e divertente laboratorio vagabondo che porta fuori dalla scuola programmi scientifici interattivi si chiama SciTiaLab ed è stata una sfida interessante per Tsiory Andrianavalona, paleontologa e responsabile del programma ExplorerHome Madagascar Science Center.

“L’aspetto più impegnativo è stato far sì che scienziati e insegnanti apportassero lo stesso contributo. Gli scienziati sono abituati al rigore accademico e spesso dimenticano che il pubblico è costituito da studenti di scuole secondarie – spiega – i maestri sono troppo concentrati sul modo di trasmettere la conoscenza e dimenticano che il curriculum riguarda la ricerca scientifica e dovrebbe includere nuove idee e incorporare metodi scientifici specifici”.

Una differenza di mindset che è emersa anche in SciTiaSquad, l’altro pilastro del progetto, quello che permette di progettare attività pratiche e teoriche da proporre ai giovani studenti con SciTiaLab. “Provengono da due mondi molto diversi e hanno le proprie competenze. Hanno dovuto diventare creativi – spiega Tsiory – alla fine però ha funzionato molto bene: alcuni di loro hanno sviluppato un legame speciale e continuano a lavorare insieme per migliorare il programma”.

Una scienziata e un insegnante al lavoro per mettere a punto un’attività didattica per il progetto SciTia. Foto di Ramihangihajason Tolotra Niaina.

Nel progetto c’è anche SciTiaMag, una rivista scientifica che presenterà il viaggio dello “SciTiaLab” e i programmi di studio a bambini e famiglie, raccontando anche notizie dal campo e suggerendo attività pratiche che i ragazzi possono fare a casa assieme alla propria famiglia.

“Questa pubblicazione rappresenta il collegamento tra il progetto e la comunità, trasmette l’esperienza degli studenti alla loro famiglia – precisa Tsiory – Possiamo coinvolgere solo 15 studenti per ogni sessione del programma, ma puntiamo ad avere un impatto su almeno un membro della famiglia di ogni studente, proprio grazie a SciTiaMag”.

Dopo due anni, più bus e più giovani

Se già tutto ciò sembra ambizioso, SciTia non è finito. Sempre entro i suoi due anni di vita, questo progetto mira a sviluppare una piattaforma strutturata e una formazione in Sciencetelling per gli scienziati, perché possano poi condividere efficacemente le loro ricerche con un pubblico giovane. E poi c’è da continuare a coltivare quella rete di scienziati ed educatori costituita da “SciTiaSquad” e che ha bisogno di energie continuamente per restare viva e partecipata e diventare una collaborazione permanente tra una rete di studiosi universitari e insegnanti, a beneficio degli studenti .

A fine progetto, lo SciTiaLab verrà gestito da ExplorerHome e resterà aperto al pubblico nelle aree urbane con un biglietto d’ingresso, ma rimarrà gratuito per i bambini delle aree remote. SciTiaMag sarà invece prodotto come rivista di comunicazione scientifica e di educazione scolastica e sarà venduto per garantire la sostenibilità del programma SciTia e far crescere il numero di SciTiaLab itineranti, a zonzo nel Paese, verso un numero sempre maggiore di ragazzi e ragazze.

Per ora ce ne sono in ugual numero, non si nota una carenza di studentesse femmine. Secondo Tsiory “ragazzi e ragazze partecipano in egual misura alle attività pratiche. Il problema per le donne malgasce in generale non è che non siano in grado di fare carriera (sia in campo scientifico che in altri settori), ma che hanno altri doveri che la società si aspetta che assolvano per primi (svolgere compiti femminili come la cura della casa, dei bambini, ecc.) e che non avranno la possibilità di gestire entrambe le cose (carriera/studio e compiti). Questo è un aspetto molto interessante del programma: ci sono valutazioni che stiamo portando avanti con gli studenti, le loro risposte possono rivelarci cosa accade davvero”.

ExplorerHome Madagascar nasce con la mission di infondere curiosità e interesse per i settori STEM, ispirare le persone a esplorare, scoprire e imparare come la scienza sia parte integrante di tutti gli aspetti della vita e avere un impatto positivo sul Madagascar.
ExplorerHome invita a esplorare le meraviglie del mondo attraverso gli occhi degli scienziati e si rivolge in particolare ai bambini e alle loro famiglie. I programmi online e sul campo di ExplorerHome offrono una piattaforma per i campi STEM, gli scienziati e la divulgazione scientifica, l’educazione e l’intrattenimento.

Articolo di Marta Abbà con il contributo di Tsiory Andrianavalona.

Segui le avventure di SciTia su Instagram: @explorerhomemada.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *